Le origini

 

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Scoperta nel 1832 da Enzo Perpignano, la miniera di Rosas venne riconosciuta come area mineraria nel 1849 e, nel 1851 ottenne la concessione dal re Vittorio Emanuele II come Società Anonima dell'Unione Miniere del Sulcis e del Sarrabus, guidata dallo stesso Perpignano, per l'estrazione della galena.
Estesa 400 ettari, dalle sue gallerie si estraevano minerali di piombo, zinco e ferro. L'area, situata alle falde del monte Rosas, era però conosciuta sin dall'epoca nuragica e fu oggetto di sfruttamento prima con i romani e successivamente con i pisani. La miniera deve il suo nome al Monte Rosas, in cui nel 1929 venne scoperta la rosasite, un minerale (carbonato basico di rame e zinco) così chiamato in onore della località tra i monti di Terrubia.

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